domenica 16 settembre 2012

Esame avvocato: parere pro veritate o di parte?




Ragazze/i,
dopo aver corretto un bel po’ dei vostri compiti e aver risposto ai vostri dubbi, prima che il corso entri nel vivo (le iscrizioni chiuderanno il 30 settembre!!) voglio precisare una questione molto dibattuta sulle modalità di redazione del parere:
il parere da svolgere in sede d’esame è un parere pro veritate o di parte?
La risposta è: “dipende, ma in realtà non fa una grande differenza”.
Per impostare bene il parere, è necessario in primo luogo controllare se vi sia chiesto di indossare le vesti del legale del protagonista della questione o, più raramente, di analizzare gli istituti sottesi alla fattispecie.
Nel primo caso, il parere non può che essere di parte, ossia contenente lo sforzo argomentativo per sostenere la (o le) tesi più favorevole al vostro ipotetico Assistito, anche se minoritaria o risalente in giurisprudenza: tuttavia v’è da rilevare, in proposito, la tendenza degli ultimi anni a far coincidere – da parte del Ministero – la soluzione più favorevole  con quella espressa nella produzione giurisprudenziale più recente.
Nel secondo caso, invece, dovrete redigere un parere pro veritate che, redatto in forma più solenne, è dato non nell’interesse esclusivo dell’Assistito, bensì nell’interesse equidistante della Verità ( per questo, negli studi, associati viene firmato dal partner senior). Ne deriva che dovrete apprestare una maggiore cura alla rigorosa logica giuridica, racchiusa  in uno stile, per così dire, meno apertamente di parte.
La risposta che vi ho dato “non fa una grande differenza” è data dal fatto che se seguirete quanto vi ho spiegato nella “dispensa delle tecniche di redazione degli atti” il vostro parere conterrà comunque le varie tesi sul tappeto (favorevoli e sfavorevoli) e poi toccherà a voi illustrare il ragionamento logico adottato nell’aderire all’una o all’altra posizione.
La causa delle numerose insufficienze date nella correzione dei vostri pareri deriva dal fatto che molti di voi, non solo in un parere di parte non hanno preso le parti del cliente, ma non gli hanno neanche prospettato le posizioni a lui favorevoli.
Il primo compito assegnato aveva proprio lo scopo di valutare (in una situazione difficile in cui il soggetto aveva confessato un delitto assolutamente configurabile nel caso di specie, secondo la giurisprudenza più recente e maggioritaria) la vostra capacità di argomentare contro la giurisprudenza di legittimità e, in fin dei conti, di saper fare gli avvocati!!
Ai pochi che, seppur concludendo in maniera sfavorevole al cliente, hanno rappresentato anche gli argomenti per difenderlo in giudizio al fine di ottenere la sua assoluzione, non potevo negare la sufficienza.
Per qualsiasi chiarimento sapete dove scrivermi.
A chi fosse interessato ad iscriversi al corso ricordo che le iscrizioni chiudono il 30 settembre!
Con l’iscrizione riceverà tutte le prime dispense di penale e di tecniche di redazione.
Per informazioni cliccate qui o scrivete a forleogi@msn.com 
A presto
avv. Giulio Forleo

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