di Filippo Lombardi
Cassazione penale, sez. IV, n. 35641 del 2012
Per rimanere aggiornati sulle ultime novità della Cassazione penale cliccate sul tasto MI PIACE qui al lato ------->
La Corte di Cassazione, con la sentenza in epigrafe affronta il delicato tema del concorso nel delitto di cui all'articolo 73 del D.P.R. 309/1990, compiuto dalla moglie in favore del proprio marito, durante una perquisizione dei Carabinieri destinata a concludersi con il ritrovamento di sostanza stupefacente utile a comporre circa 188 dosi.
La Corte d'Appello di Napoli, confermando la sussistenza della responsabilità penale della donna, emetteva una sentenza di condanna che veniva prontamente impugnata con ricorso per cassazione. La Corte territoriale aveva emesso la citata condanna in quanto l'imputata, nel caso di specie e su richiesta del marito, aveva occultato su di sé la droga oggetto di ricerca dei Carabinieri nell'abitazione dei due, attraverso un'apposita perquisizione. L'occultamento era stato facilmente smascherato dagli agenti, in quanto la donna tentava spesso di dileguarsi in bagno, o di fingere malori per spostare la sostanza nel proprio letto e renderla irreperibile.
La sentenza veniva impugnata con ricorso per cassazione sulla base dei seguenti motivi: 1) non era stato valutato il favoreggiamento piuttosto che il concorso nel reato; 2) la donna non conosceva il contenuto della confezione che occultava su di sé e teneva la condotta solo perché gli era stato richiesto dal marito.